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LO SAPEVATE CHE....
La pallamano è uno sport abbastanza recente, anche se secondo alcuni studiosi, le sue origini risalgono all'antica Grecia ed in particolare ad un gioco chiamato "gioco di Urania". La pallamano moderna invece fu inventata nel 1907 da Max Heiser un professore di educazione fisica tedesco, con il nome di Tornball. Due anni dopo le fu dato il nome di "Handball" da Carl Schelenz.
Ma la pallamano, sport di quadra ospitato nel programma olimpico, è nata ufficalmente nel 1928, quando in Germania furono per la prima volta codificate le regole di un gioco ispirato ad altri giochi più o meno simili che da tempo si praticavano in tutta Europa, soprattutto nelle caserme, come il "pallone militare" francese, la "palla in porta" tedesca e l'"hazena" cecoslovacca.
Il gioco che in origine era praticato esclusivamente all'aria aperta, fu chiamato Handball, nome tedesco e come tale dovrebbe essere pronunciato con la "a" così come è e non traformata in una specie di "o" come nei nomi football, baseball, che sono invece inglesi.
Ricalcata in tutto e per tutto sulle orme del calcio, la pallamano utilizzava gli stessi campi, le stesse porte, le stesse regole, la stessa nomenclatura del calcio (persino gli undici giocatori avevano gli stessi nomi, ruolo per ruolo, di quelli del gioco del pallone).
Un solo termine cambiava ovviamente: dove nel calcio si parlava di piedi, nella pallamano si doveva intendere mani. Così come nel calcio il portiere era il solo giocatore autorizzato a servirsi delle mani, nella pallamano il portiere era il solo giocatore autorizzato a servirsi dei piedi. Fu in questa veste, presa a prestito dal calcio, che la pallamano fece la prima comparsa olimpica nel 1936, ai Giochi di Berlino.
Quello di Berlino fu un torneo davvero non molto denso di partecipanti: vi presero parte soltanto la Germania, l'Austria e la Sivizzera gli unici tre Stati (confinanti) nei quali il nuovo gioco si era in qualche modo affemato. Vinse davanti al proprio pubblico la Germania.
Ma non era quella la pallamano destinata al successo. Il gioco avrebbe dovuto perdere qualche elemento prima di guadagnare di popolarità. Di pallamano a sette si incominciò a parlare per la prima volta intorno al 1930, in Svezia, dove il numero dei giocatori fu ridotto per un'esigenza di natura pratica: contenere le dimensioni del campo di gioco per poterlo ospitare nelle palestre e renderlo così praticabile anche nei mesi di cattivo tempo.
La versione della pallamano a sette giocatori sembrò avere più successo di quella a undici, anche se ai campionati mondiali disputati a Berlino nel 1938 i partecipanti (quattro) furono solo uno in più di quelli iscritti due anni prima alle Olimpiadi.
In effetti bisognò attendere la fine della seconda guerra mondiale perchè questo sport prendesse un certo slancio.
Dimenticata dopo i giochi di Berlino nel 1936, ad Helsinki nel 1952 si tiene una partita dimostrativa tra Svezia e Danimarca termina 19 a 11, mentre per il reinserimento nel programma olimpico bisognerà attendere sino al ritorno dei giochi in Germania nel 1972 dove ad imporsi per prima era la squadra della Juogoslavia.